Scelta cappa: 6 errori già commessi da non rifare!


Scelta cappa: 6 errori già commessi da non rifare! Perché la nostra cappa non funziona? Sono tutte così? No, vediamo quali fattori considerare per la scelta della cappa e gli errori da non commettere!

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Spesso siamo tentati dal trascurare l’elemento cappa, considerato come elettrodomestico secondario ed utile solo ai fini estetici.

Molti di noi abbiamo vissuto in case dove la cappa era inutilizzata e sempre spenta, priva di tubazione collegata all’esterno, quando accesa si udiva solo rumore e non accadeva altro, tutto ciò ci ha reso schivi verso un prodotto che oggi ha una importanza fondamentale ed a breve capirete il perché e quali errore non bisogna commettere nella scelta!

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1. Acquistare cappa solo per design

Si tratta di un grave errore che siamo tentati di commettere ed il perché è intuitivo se facciamo riferimento a tutte quelle funzioni che “la maggior parte degli italiani” per un inconsapevole acquisto in passato non hanno mai visto funzionare bene:

  • la cattura degli odori,
  • la cattura dei vapori,
  • una buona fonte di luce,
  • consumo energetico basso,
  • silenziosità,

Da queste esperienze si intuisce il perché scegliere la cappa diventa apparentemente solo una questione di gusto estetico, ma è sbagliato!

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2. Non valutare la capacità di tiraggio

Fattore più importante di tutti è la capacità di tiraggio, ovvero la quantità di aria che la cappa assorbe, filtra ed espelle all’esterno, nel momento in cui è in funzione.

Questo valore si misura in metri cubi di aria all’ora (m3/ora), più è alto il valore, più la cappa è in grado di risucchiare aria, tanto più abbiamo un prodotto in grado di funzionare ed assorbire tutti i vapori ed odori emessi dai fuochi attivi del piano cottura.

Senza dati di tiraggio alla mano, ad esempio buoni valori sono di 400 m3/ora per le cappe di larghezza 60 cm, 500 m3/ora oppure 600 m3/ora per le cappe di larghezza 80/90 cm.

Oltre che dai valori numerici possiamo valutare la capacità di tiraggio dalla scheda tecnica esposta dei prodotti relativo al simbolo della “ventola” e corrispondente ad una scala di valori dalla A alla G, in base al valore che trovate selezionato dipende la qualità e quantità del tiraggio.

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Esempi di cappa e tiraggio 5 fuochi

Se abbiamo una cucina con piano cottura a 5 fuochi ed un mobile base di 90cm, scegliamo una cappa classe A B C da 90 cm di larghezza così da raccogliere in maniera efficace tutti i vapori, e lo stesso vale per la profondità della cappa, sempre meglio se sporge più dei classici 37/40cm dei pensili della cucina, ma se arriviamo ad una profondità di 50 cm dalla parete è sempre meglio.

Esempi di cappa e tiraggio 4 fuochi

Se abbiamo invece una cucina con piano cottura a 4 fuochi, possiamo sempre mantenerci nelle classi A, B, C e in un mobile da 60cm, scegliamo una cappa dall’ottimo tiraggio per quanto possibile con cappe da 60cm di larghezza, non badiamo all’estetica ed anche in questo caso puntiamo ad una profondità dal muro di almeno 50 cm.

3. Sbagliare l’altezza e profondità della cappa incassonata

I modelli incassonati hanno sicuramente un design più accattivante, tuttavia il modo di installarle potrebbe ridurne l’efficacia e la potenza, per cui o scegliamo un modello di alta fascia altrimenti in questo caso rischiamo di avere uno strumento inutile. Perché succede questo?

Chi monta la cappa incassonata, per sua natura si tenta di nasconderla e di rispettare così le altezze dai fuochi e dimensioni dei pensili, che di solito hanno una profondità 40 cm, mentre il piano cottura arriva anche a 55 cm di profondità, ne consegue che parte dei vapori non vengono catturati perché la cappa è molto più stretta dei fuochi, inoltre per allinearla esattamente agli altri pensili, la si dispone ad altezze inferiori ai 65/70 cm necessari per una efficacia massima.

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4. Non guardare la luce

Che fastidio lavorare con cappe che non hanno una illuminazione efficace, per cucinare abbiamo bisogno di vedere bene, anche il nostro animo ne risente cucinando in ambienti bui, per cui scegliamo una cappa che prevede anche un ottimo livello di illuminazione. Questo valore viene segnato all’interno della scheda riassuntiva del prodotto dove per gradi e livelli di qualità al simbolo della “lampadina” viene stabilita una scala da A a G, (A, B, C, D, E, F, G ).

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5. Non considerare il rumore

La cappa non deve fare tanto rumore altrimenti per il fastidio non la utilizziamo nella sua massima potenza, e tenere la cappa a minimi tiraggi per via del rumore, ne riduce di molto l’efficacia.

Meglio se consideriamo da subito cappe con ottimi livelli di attenuazione dei rumori, anche in questo caso il valore viene specificato nella scheda tecnica e lo troviamo in dB (Decibel).

Ottimi valori sono intorno al 60 dB o inferiori, meno è il valore e più sono silenziose, ma fate attenzione, non devono essere solo silenziose bensì avere anche un alto livello di tiraggio, altrimenti rimarrà comunque silenziosa e inefficace.

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6. Non badare alla classe energetica

Solitamente la cappa non consuma tanto, possiamo permetterci di scendere di classe, dalla A e B alla C, ma considerate che una cappa dall’ottima resa energetica non si traduce solo in risparmio, bensì diventa testimonianza e garanzia di ciò che stiamo acquistando, di un prodotto più moderno, più efficace e di qualità più alta.

Inoltre il valore energetico è presente oltre che per classe, anche numericamente ad esempio 54 kWh/anno, più piccolo è questo valore e più risparmiamo sulla bolletta.

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Nicola Spisso
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger
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