Redditometro e animali domestici, ecco cosa accade


Diventa concreto il problema ‘redditometro’ per quanto riguarda i proprietari di animali. La denuncia arriva dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari (Anmvi), che ha registrato casi allarmanti di rifiuto, da parte di molti proprietari, di iscrizione all’anagrafe dei propri animali. La causa, secondo l’Anmvi, sarebbe riconducibile all’ipotesi ventilata nei giorni scorsi, di inserire nel famigerato redditometro anche le visite veterinarie per cani e gatti, considerandoli quasi dei ‘beni di lusso’. In una nota, l’Anmvi dichiara che ciò che sta accadendo è come “una evidente distorsione del rapporto tra sanità veterinaria e Fisco, l’ultima prova in ordine di tempo, dell’urgenza di togliere le spese veterinarie dal redditometro“. Nel frattempo, l’associazione si sta muovendo, attraverso il suo Presidente Marco Melosi, per chiedere un incontro con il Ministro Renato Balduzzi, affinchè si concretizzi l’interessamento alla questione da parte del Ministero della Salute e conseguentemente quello delle Finanze. “Che i politici si ravvedano almeno in campagna elettorale e ci tolgano subito dal redditometro. Siamo in 50 mila a chiederlo e anche questa volontà popolare rientra nei diritti dei cittadini e dei contribuenti ad essere ascoltati e rispettati”. Parole cui fanno eco quelle dell’Ente Nazionale Protezione Animali: “Continuare così equivale a commettere un doppio errore. “Filosofico”, anzitutto, perché è inconcepibile equiparare un cane o un gatto a una barca di lusso, a una vacanza intorno al mondo, a un fuoristrada o a un’abitazione di lusso. Ma anche metodologico, in quanto si presume che il mantenimento di un animale d’affezione indichi a priori una certa capacità di reddito“.  E prosegue: “Cosa dire allora delle centinaia di migliaia di pensionati, spesso al minimo, che trovano conforto e compagnia nell’amore di un 4 zampe? In realtà , sospettiamo che sia in atto l‘ennesimo tentativo di “raschiare il barile”, anzi in questo caso “raschiare la ciotola”, e che lo si stia facendo sulle spalle delle categorie sociali più fragili“.

 

Animali
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