Gatto della Sabbia: Estinto?Sembrerebbe proprio di no…

Nicola Spisso
  • Autore specializzato in architettura e design d'interni

In Israele, precisamente nel bioparco Ramat Gran Safari di Tel Aviv, tre settimane fa è nato il cucciolo di gatto della sabbia, la prima nascita dopo tantissimo tempo dato che il gatto della sabbia è stato considerato per moltissimi anni come una specie ormai in via d’estinzione. Infatti si pensava che in Israele il gatto della sabbia fosse sparito dalla circolazione e che fossero presenti alcuni esemplari nel deserto arabico e in quelli di Pakistan e India. Il gatto della sabbia, ovvero il Felis margarita( il suo nome scientifico) sta prevalentemente nel deserto e si nutre dei piccoli roditori,  lucertole e insetti a cui dà la caccia soprattutto di notte. Non ha bisogno di bere acqua perché ottiene i liquidi di cui necessita dalle sue prede. Il colore del pelo è marroncino chiaro chiaro, come il colore della sabbia,( con le striature anch’esse chiare) che gli permette di mimetizzarsi perfettamente nel deserto.

 

 

 

Le orecchie sono grandi e larghe, e sono fatte così per consentire al gatto della sabbia di sentire anche i più deboli suoni nel deserto . Sotto le zampe è dotato di peli lunghissimi che coprono i polpastrelli, così non entrano in contatto con il caldo infuocato che vige nella sabbia del deserto. A vederlo così, non sembra differente dal nostro gatto o dai molti gatti che vagano per le strade, eppure sta diventando il nuovo Knut: sia le immagini del gatto della sabbia che la notizia della sua nascita si stanno diffondendo in tutta la rete, facendo gioire anche gli amanti della natura. La nascita del cucciolo mostra l’esistenza della speranza di salvezza della specie dall’estinzione, facendo degli incroci o delle inseminazioni in vitro.


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